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WEB 2.0, UNIVERSITARI PIU' PASSIVI CHE CREATIVI

I "nativi digitali" non sono un insieme indifferenziato, ma possono essere classificati in almeno tre gruppi: i "nativi digitali puri"(tra 0 e 12 anni), i Millennials (tra 14 e 18 anni) e i "nativi digitali spuri" (tra 18 e 25 anni). Questa è la nuova mappa che è emersa dalla ricerca "La dieta mediale degli studenti universitari italiani", presentata in occasione del convegno "Digital Learning. Scuola, apprendimento e tecnologie didattiche", organizzato dall'Università di Milano-Bicocca in collaborazione con il Comune di Cinisello Balsamo e che si è tenuto nei giorni scorsi a Cinisello.
Lo studio è stato realizzato dai ricercatori del Centro QUA_SI/Universiscuola (Nicola Cavalli, Andrea Mangiatordi, Andrea Pozzali, Francesca Scenini), coordinati dal professor Paolo Ferri, ed è stata svolta in due anni successivi, nel 2008 e nel 2009, avvalendosi di una metodologia che ha integrato tecniche di rilevazione quantitative e qualitative.

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L'indagine quantitativa è consistita nella somministrazione di un questionario ad un campione casuale rappresentativo di studenti ammessi ai corsi di laurea triennali dell'Università di Milano-Bicocca, 1088 nel 2008 e 1123 nel 2009. La somministrazione è avvenuta in diverse tornate successive, tra i mesi di marzo e aprile 2008 e aprile e luglio 2009, contestualmente alle prove di test di idoneità informatica e linguistica.
Il questionario utilizzato si componeva di 30 domande, divise in quattro parti: il rapporto con la tecnologia, i consumi culturali, Internet e vita quotidiana, utilizzo di piattaforme e servizi web 2.0.
Quali sono stili e comportamenti di uso del web del campione intervistato? «Sono stati individuati tre gruppi distinti di utenti - dice Paolo Ferri - che abbiamo deciso di definire, Neo-analogici, Digital Mass e Inter@ttivati».

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I PROFILI TRA USO E CONSUMO

I Neo-analogici (il 22,4 per cento nella rilevazione 2008, 31,6 per cento nel 2009) presentano un profilo di consumi mediali e tecnologici di basso livello. Usano molto meno Internet (le ore di connessione settimanali alla rete oscillano tra le 1 e le 5), tendono a definirsi o "utenti base"”o“"principianti" nell'utilizzo della rete e hanno anche un profilo di consumi culturali meno pronunciato: molti tra loro affermano infatti di non leggere nemmeno un libro all’anno e di non leggere quotidiani online.
La Digital Mass, che compone la maggioranza relativa dei casi (il 47,5 per cento nel 2008, 31,6 per cento nel 2009), include tutti quei soggetti che, pur manifestando un profilo di consumi mediali e tecnologici abbastanza elevato, hanno una propensione nei confronti della creazione attiva di contenuti per la rete molto bassa e in certi casi pressoché nulla. Questi soggetti evidenziano un utilizzo molto intenso della rete, soprattutto per quanto riguarda i servizi di messaggistica istantanea e la propensione a prendere parte a iniziative online: ciò che contribuisce a differenziarli maggiormente è il carattere meno “creativo” del loro coinvolgimento. Va sottolineato infatti come, per questo gruppo, la propensione a creare contenuti su YouTube e Wikipedia sia molto bassa (pressoché nulla la creazione di contenuti attivi su MySpace).
Gli Inter@ttivati (26,3 per cento nel 2008, 36,8 nel 2009) sono i veri "utenti attivi" della rete e delle nuove tecnologie. Questo gruppo comprende infatti coloro che sono caratterizzati da elevati consumi mediali e tecnologici in tutte le categorie considerate. Inoltre, come caratteristica specifica, spicca l'elevata propensione a creare contenuti in modo attivo, in particolare per quanto riguarda l’uso di MySpace, l'attivazione di propri profili su siti di social networking, il contributo attivo a piattaforme quali YouTube e Wikipedia.

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TEMPI, MEZZI E MODI DEL CONSUMO MEDIALE

Interessante, nel confronto tra le due rilevazioni 2008 e 2009, il dato relativo all’utilizzo del computer fuori casa. Raggruppando le risposte di chi dichiara di utilizzare il computer in luoghi differenti dalla propria abitazione (all'Università, presso parenti o amici, in altri luoghi pubblici) si giunge infatti oltre il 20 percento del campione complessivo, il che sembra indicare come la fruizione del computer e di Internet in mobilità rappresenti una linea di tendenza rilevante nel rapporto degli studenti universitari con le tecnologie informatiche.
Scarso l'utilizzo del cellulare come strumento di navigazione in Internet: se si analizzano le percentuali di studenti che utilizzano il cellulare per controllare la mail (il 6,4 per cento) o per scaricare contenuti (l'11,1 per cento), si può notare come lo strumento cellulare non sia sostanzialmente considerato dalla stragrande maggioranza del nostro campione come uno strumento di accesso al Web. Se andiamo a considerare l'utilizzo del cellulare come mezzo per l'invio di sms/mms il discorso viene completamente ribaltato; in questo caso, infatti, il primato italiano nell'invenzione, insieme alla Corea e al Giappone, dell’uso degli sms sembra ricevere una sostanziale conferma. L'sms, in particolare in Italia, come dimostrano anche recenti ricerche (Lancini e Turuani, 2009), è ormai un consolidato e efficientissimo strumento di comunicazione in particolare in questa fascia di età e in quelle immediatamente inferiori. Il 95 per cento del campione, di fatto, utilizza questa modalità di comunicazione.
Per quanto concerne la lettura di libri, la ricerca 2008 presenta dati piuttosto bassi: il 13,5 % degli studenti non legge nessun libro, mentre il 48,6% legge meno di cinque libri all'anno. Il dato del 2009 presenta lievi segnali di miglioramento per quanto riguarda la lettura: la percentuale dei non lettori cala di quasi 2 punti percentuali, quella dei lettori moderati, ossia di coloro che leggono meno di cinque libri all’anno, cala di quattro punti, mentre cresce di 6 punti percentuali il numero di studenti che leggono dai 5 ai 10 libri l'anno.

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Quotidiani. Il dato sulla lettura dei quotidiani nel 2009 fa segnare una diminuzione molto decisa dei lettori assidui, che scendono di quasi il 10 per cento. Sommando chi dichiara di leggere "raramente" il quotidiano a pagamento, con coloro che non lo leggono mai, si ottiene un 41,6 per cento del campione complessivo.
Il fenomeno Facebook. Dalle due rilevazioni successive emerge che tutti coloro che dichiaravano di non conoscerlo neppure nel 2008, dichiarano invece di utilizzarlo spesso nel 2009. La percentuale di chi dichiara di non conoscerlo scende infatti del 48,2 per cento e passa dal 50,4 per cento al 2,2 per cento, mentre quella di coloro che dichiarano di utilizzarlo spesso passa dal 7,9 per cento al 59,4 per cento. Anche l'enciclopedia online Wikipedia fa registrare un balzo notevole tra le due rilevazioni: coloro che dichiarano di usarla spesso passano dal 38,3 al 51,6, mentre coloro che non la usano calano dal 13,4 al 7,9.
Molto diffuse le pratiche di scattare foto (80,5 per cento) e girare video (55,8 per cento), legate alla funzione del cellulare come vide/fotocamera per immortalare e scambiare momenti rilevanti della giornata. La tendenza ad utilizzare il cellulare anche per l'ascolto di musica per contro, forse a causa del predominio in questo campo di altri devices quali l'iPod e i lettori Mp3, appare minore anche se comunque consistente (41 per cento).
Interessante è poi notare che le immagini acquisite con il cellulare vengono scambiate attraverso il Web e i social network facendole prima passare dal PC e non direttamente da cellulare.
Tra i dispositivi più usati, il lettore Mp3 per l'ascolto di musica costituisce il device digitale più diffuso in assoluto, con un tasso di penetrazione all'interno del campione che sfiora il novanta percento. Elevato è anche l'utilizzo della macchina fotografica digitale che raggiunge l'83 per cento del campione, mentre la video camera digitale è decisamente meno utilizzata (33 per cento).
La consolle per videogiochi è utilizzata dal 31 per cento del campione e questo dato, inferiore rispetto all'utilizzo di consolle per videogiochi nelle coorti di adolescenti e preadolescenti si può spiegare con la percezione della consolle come un strumento più infantile e liceale, più vicino ai "Millennial" e ai "nativi digitali puri".

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