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LAV: ITALIA PER UN CIRCO UMANO 

Un circo di San Pietroburgo ha perso oltre 50 animali in un incendio. "Erano specie esotiche, in gran parte serpenti", ha precisato un portavoce della protezione civile della città russa, secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa. Gli altri animali uccisi dal fuoco erano pappagalli, cincillà, roditori e scimmie. L'incendio sarebbe dovuto a un corto circuito. Gli animali erano custoditi in una struttura in muratura per l'esposizione al pubblico vicina al tendone del circo.
"Simili tragedie possono e devono essere evitate", afferma la LAV che sul tema sta conducendo la campagna "Vogliamo un circo umano" insieme a due petizioni - una al Governo, l'altra alle Amministrazioni locali - per sollecitare una nuova legge, mettendo fine all'uso di animali in questi spettacoli e favorendo la riconversione delle imprese circensi in spettacoli basati esclusivamente sulle abilità degli artisti umani. Una campagna cui, tra l'altro, hanno aderito vari volti noti italiani, soprattutto del mondo dello spettacolo, tra cui l'attrice Daniela Poggi e la conduttrice tv Licia Colò, da sempre vicina a certi temi sia nel lavoro che nella vita.

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In Italia la LAV ha censito circa 100 imprese circensi che detengono  2.000 animali circa e tra questi vi sono grandi felini, elefanti, ippopotami, dromedari e cammelli, e altre specie estranee al nostro habitat e che per questo possono soffrire o subire stress, come anche a causa della doma, delle esibizioni, dei continui viaggi, degli spazi ridotti nelle gabbie, dei rumori, del contatto con il pubblico.
"Chiediamo al Governo italiano di prendere atto che la detenzione degli animali nei circhi è inaccettabile dal punto di vista etico, in quanto incompatibile con il benessere animale, della legalità e in quanto propone un erroneo e fuorviante modello educativo basato sulla totale sottomissione del mondo animale ai capricci umani". Questo quanto afferma Nadia Masutti, responsabile LAV settore Circhi, Zoo, Esotici. "E' urgente e indispensabile riformare l'antiquata legge 337 del 1968 che regola il settore, alla luce anche del fatto che 16 Paesi del modo stanno vietando, del tutto o parzialmente, i circhi con animali, mentre l’Italia è ancorata al vecchio, deleterio ed egoistico cliché dell'animale-acrobata e in gabbia: questo genere di esibizioni non sono arte, non sono uno spettacolo all’altezza di una nazione moderna e rispettosa degli animali".

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"Proprio in Russia - continua Nadia Masutti - si è da poco concluso un importante summit per la salvaguardia delle poco più di tremila tigri rimaste e che rischiano seriamente l’estinzione. Il felino più grande del mondo sarà protetto dai 13 Paesi in cui sopravvivono questi  ultimi animali attraverso un programma di salvaguardia, prevenzione del bracconaggio e ripopolamento. E’ incredibile pensare che, mentre si avvia una imponente campagna per la salvaguardia della tigre, in uno dei siti internet circensi italiani si esprimeva grande soddisfazione per l’aumento dei numeri di gabbia nei circhi. E, nella stragrande maggioranza dei numeri di gabbia gli animali utilizzati sono tigri. Non ci sono parole!".

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In particolare, la LAV chiede una nuova legge che stabilisca:
- il divieto, alle imprese circensi e alle mostre e/o esposizioni faunistiche, di ogni ulteriore acquisizione di animali come quella derivante da scambi, cessioni gratuite, affitti, acquisti, riproduzione;
- la graduale ricollocazione, entro due anni, degli animali detenuti nei circhi e nelle mostre e/o esposizioni faunistiche, presso strutture in grado di garantirne il benessere e il sostegno pubblico, e il sostegno pubblico a tale attività;
- la creazione e il sostegno di centri di accoglienza che possano ospitare animali man mano non più utilizzati.

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Alle Amministrazioni locali la LAV chiede di emanare un’ordinanza che, oltre a vincolare l’attendamento dei circhi al rispetto della normativa a tutela del benessere animale, ponga forti limitazioni in merito agli animali consentiti al seguito dei circhi, in particolare alle specie in via d’estinzione e/o per le quali vi è totale incompatibilità con la detenzione in strutture itineranti.
Alle famiglie e alle scuole l’Associazione animalista chiede di scegliere per i bambini e ragazzi (ma non solo per loro) spettacoli senza animali. Tutti possono contribuire alla riconversione del circo in spettacolo "umano", firmando le petizioni on line proposte dalla LAV sul suo sito web Lav.it.

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