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LA CRISI DEL TURISMO NON RISPARMIA CAPODANNO 

In occasione dell'ormai imminente festività del Capodanno saranno 4,8 milioni gli italiani maggiorenni (rispetto ai 5,1 milioni del 2009) che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un decremento del 6%. A questi 4,8 milioni si assommeranno circa 2,5 milioni di italiani (come nel 2009) che prolungheranno le proprie vacanze dal Natale, per un numero totale di 7,3 milioni di italiani maggiorenni in vacanza fino al 31 dicembre (rispetto ai 7,6 milioni del 2009 per un decremento del 4%). Di essi, l’81% (rispetto all’87% del 2009) resterà in Italia, mentre il 19% (rispetto al 13% del 2009) andrà all’estero.
Queste le stime di un'indagine realizzata dalla Federalberghi-Confturismo con il supporto tecnico dell’Istituto EMG Ricerche.

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In Italia a Capodanno le Regioni più gettonate saranno la Lombardia (12,3% della domanda), la Toscana (12,1%), il Veneto (11%), il Lazio (10%), il Trentino Alto Adige (8,7%), il Piemonte (8,5%) e la Calabria (5%).
La vacanza preferita sarà ancora in montagna (47,6% rispetto al 47,2% del 2009), seguita dal mare (19,6% rispetto al 18,8% del 2009), quindi da una città diversa da quella di residenza (18,3% rispetto al 15,4% del 2009) e dalle città d’arte maggiori e minori (8,3% rispetto al 9,1% del 2009).

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L’alloggio preferito sarà l’albergo (37,1% rispetto al 36,7% del 2009), seguito dalla casa di parenti o amici (27,5% rispetto al 30,6% del 2009) e dalla casa di proprietà (10,8% rispetto al 10,5% del 2009).
A Capodanno gli italiani in vacanza dormiranno in media 3,6 notti fuori casa (rispetto alle 3,1 notti del 2009) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti) in Italia di 393 Euro rispetto ai 395 Euro del 2009 ed all’estero di 854 Euro rispetto ai 704 Euro del 2009 (+22%), pari ad un giro d’affari di 2,3 miliardi di Euro come nel 2009.

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I motivi principali per i quali il resto della popolazione italiana maggiorenne dichiara che non effettuerà nemmeno un pernottamento fuori casa durante le festività sono legati essenzialmente a motivi economici, che si attestano al 41,9% (20 milioni di maggiorenni) rispetto al 38,8% (18 milioni di maggiorenni) del 2009, andando ulteriormente a gonfiare il numero di italiani giunti ormai ad una vera e propria soglia di ‘povertà turistica’.
Tra gli altri motivi si evidenziano quelli familiari (32,8% rispetto al 21,9% del 2009) ed un 17,3% che resterà a casa per motivi di lavoro rispetto al 13,6% del 2009.

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I risultati dell'indagine, secondo il  Presidente della Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, "evidenziano una flessione figlia di una situazione economica contraddistinta da un clima di incertezza, che rischia di produrre ulteriore instabilità sia a livello di movimento turistico, sia a livello di lavoratori occupati nel settore".
"Nella convinzione tuttavia
- conclude Bocca - di trovare nel Governo un interlocutore attento alle problematiche del settore, auspichiamo e richiediamo un rapido confronto politico per delineare una agenda delle priorità in grado di mettere a punto un piano di emergenza volto a tentare nei prossimi mesi un recupero di fatturato del settore".

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