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IMPERIA, DUE IN UNA

Il Comune di Imperia è nato nel 1923 dalla fusione di Porto Maurizio e Oneglia, due città storicamente antagoniste, e questa duplicità ne ha caratterizzato l’aspetto e anche la storia recente. Anche se capoluogo di provincia, Imperia è tutto sommato una piccola città, con i suoi quarantamila abitanti, ma ha sempre avuto due stazioni ferroviarie, due porti, due teatri, due stadi, addirittura due santi patroni.
Il suo territorio si estende dal mare fino ai primi contrafforti delle Alpi marittime, una situazione che rende il suo clima temperato d’estate e mite d’inverno. I rilievi, in gran parte modellati dall’uomo con terrazzamenti a “fasce”, degradano dolcemente verso la costa.

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La pesca, l’olivicoltura e la pastorizia sono state per secoli le principali risorse di questa terra. Ancora oggi le “caselle”, piccoli edifici a pianta circolare costruiti con pietre a secco, e le chiese dedicate alla Madonna della Neve e a Sant’Antonio, sono testimonianze della tradizione pastorale.
Ma il nome di Imperia è storicamente legato a quello dell’olio extravergine di oliva della varietà “taggiasca”, una delle migliori al mondo, introdotta quasi un millennio fa dai monaci Benedettini e perfettamente adattata al clima e alla terra di Liguria. La cultura e la storia dell’olio d’oliva sono ben documentate nel Museo allestito e curato con amore e competenza dalla ditta Fratelli Carli. Già nel quindicesimo secolo la produzione dell’olio rappresentava la principale fonte di ricchezza della città. L’olio delle valli imperiesi raggiungeva i mercati di tutta Europa ed era utilizzato anche per la produzione di sapone, cosmetici e medicinali, come testimonia ancora l’antica farmacia conservata presso lo stabilimento Isnardi. Un’altra testimonianza del legame tra Imperia e l’olivo è rappresentata dall’oliveto sperimentale che raccoglie tutte le varietà di olive esistenti al mondo.
Il secondo pilastro della tradizione industriale imperiese è la pasta di grano duro che da almeno otto secoli viene prodotta e commercializzata nell’Imperiese. Già nel Basso Medioevo si lavoravano i “fidei”, progenitori degli spaghetti. Più tardi i “fidelari” si costituiscono in corporazione e si sviluppa l’industria della pasta. Anche il pastificio Agnesi  ha seguito questo cammino: il mulino di famiglia, originariamente nell’entroterra, viene trasferito in prossimità del porto, dove possono attraccare i velieri provenienti dal Mar Nero, carichi del miglior grano duro, e dove prospera fino a conquistare i mercati internazionali.

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Ma nei porti di Imperia non attraccano solo bastimenti. Il legame della città con il mare è sempre stato fortissimo, ed oggi lo si sta rilanciando con manifestazioni che primeggiano nel panorama mondiale come il raduno delle Vele d’Epoca, e con spazi destinati alla pesca e alla cantieristica ma anche, e soprattutto, con strutture commerciali e turistiche.
Oneglia, nel suo impianto urbanistico e soprattutto nei portici, rispecchia il legame con i Savoia che così la ricostruirono dopo il terribile terremoto del 1887 che l’aveva quasi completamente distrutta. Ad Oneglia sono nati l’ammiraglio Andrea Doria, lo scrittore Edmondo De Amicis (che ad Imperia ha voluto donare la sua biblioteca ed il suo studio privato), e Maria Pellegrina Amoretti, la prima donna al mondo laureata in legge.
Alla sabauda Oneglia si contrappose per secoli la genovese Porto Maurizio, arroccata sul promontorio a dominare il mare, dove il centro storico del Parasio, con le sue viuzze, i tipici “carruggi” liguri, è ricco di antichi palazzi, un tempo dimora di signori e notabili, che si alternano lungo le strette vie con l’Oratorio di San Pietro, il convento di Santa Chiara con il suo splendido loggiato, e la casa natale di San Leonardo, l’unico santo imperiese, recentemente diventato il patrono unico della città.
Mentre a Oneglia il castello dei Doria ha lasciato ben poche tracce, a Porto Maurizio le porte d’ingresso all’antico borgo sono ancor oggi ben visibili: sia in loco, come la porta Martina, sia… a Genova, come la bellissima Porta Pila, smontata dai genovesi pietra su pietra per punire una ribellione, e poi ricostruita nella loro città. Uscendo da questa porta si arrivava direttamente agli orti, e poi agli uliveti, attraverso l’attuale via Carducci, dove il giorno del Corpus Domini, si può ammirare una splendida infiorata, anch’essa originata da una secolare tradizione ligure, che ritrova nel fiore la sua naturale forma espressiva. Il borgo antico confina con la piazza del Duomo sulla quale sorge da un lato la basilica dedicata a San Maurizio, risalente al 1700.  Poco oltre si giunge nella centrale via Cascione, dove ha sede il teatro Cavour, costruzione della seconda metà dell’800, recentemente restaurato.

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Imperia ha una profonda tradizione marinara. Pescatori e marinai convivevano con maestri d’ascia ed armatori. Si costruivano gozzi, leudi e velieri che venivano utilizzati per i trasporti di merci e persone lungo le coste della Liguria, nel Mediterraneo ed oltre Oceano. Imperia è gemellata con la statunitense Newport, prestigiosa sede delle regate dell’America’s Cup e con Rosario, in Argentina.
Lo sviluppo turistico è il fulcro attorno al quale si muovono diversi progetti, attuati sia dall’ente pubblico che da privati, senza dimenticare l’insegnamento del passato, quando l’intraprendenza e la lungimiranza dei primi capitani d’industria locale trasformarono la città nella capitale del commercio mondiale dell’olio d’oliva, e - più tardi – reinventarono la dieta mediterranea, esaltando la genuinità della cucina imperiese.
Imperia ha oggi a disposizione una splendida piscina, che ospita i Mondiali di nuoto in vasca corta e gare internazionali di pallanuoto, uno stadio ed un campo d’atletica, diversi campi sportivi da calcio, tennis, bocce, palestre per qualsiasi disciplina ed un nuovissimo Palazzetto dello Sport.
Per rendere più movimentate le vacanze, una serie di appuntamenti arricchisce tutte le stagioni, con l’impegno di sodalizi ed enti vari, sfruttando quel che offrono l’ambiente e le tradizioni: il vento con le giornate del surf, delle mongolfiere e degli aquiloni, il mare con le processioni, le regate e le escursioni per avvistare le balene che, come i nobili russi e inglesi dell’Ottocento, vengono in "vacanza" nel ponente ligure. E poi la dieta mediterranea con le varie feste e sagre nei borghi, i canti dei pellegrini medioevali con la Rassegna di Musica Sacra. E ancora teatro, lirica e tanto intrattenimento per grandi e piccini.
Imperia, dunque, offre oggi un panorama complesso, ben consolidato nella realtà, che coniuga l’intraprendenza moderna con la genuinità di una vita d’altri tempi.

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MUSEI

Museo dell’olivo: 
E' nato dalla decennale collezione della Famiglia Carli, fondatrice nel 1911 dell’industria olearia Fratelli Carli. Nel 1992 la collezione privata venne resa pubblica ed esposta nella palazzina liberty, antica sede dell’azienda olearia e che tuttora circonda lo stabilimento. L’intento è mostrare al visitatore la storia dell’olivo, le sue caratteristiche, la botanica e gli strumenti utilizzati negli anni per l’estrazione del pregiato succo. Esiste anche un’ala dedicata all’ulivo nella letteratura. L'orario delle visite è dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 18,30 dal lunedì al sabato. Ingresso gratuito. Museo dell’Olivo – Via Garessio 13 – Imperia.

Museo Navale Internazionale del Ponente Ligure:
Fondato dal Comandante Flavio Serafini nel 1980, è una pregevole raccolta di testimonianze delle tradizioni marinare liguri e nazionali. Una volta costretto in alcuni locali in Piazza del Duomo, ha ora trovato nuova sede nei nuovi Magazzini Generali e Deposito Franco di Calata Anselmi. Importante novità che inaugurerà il trasferimento nella nuova sede è la donazione da parte di Patrizio Bertelli della prestigiosa imbarcazione Luna Rossa.

Museo del presepe:
Ha sede presso la Pinacoteca Civica in Piazza del Duomo, al piano terra del Palazzo del Collegio, prestigioso stabile ottocentesco.
Il museo custodisce le 113 statuine che compongono il Presepe di Imperia, fatte costruire dalla famiglia Berio, nella prima metà del settecento, dal grande scultore genovese Anton Maria Maragliano. Nella sala vengono anche proiettati due video, il primo racconta la storia della famiglia Berio, antichi produttori di olio di oliva che seppero avviare un’azienda che arrivò ad essere una delle più importanti in Italia. Il secondo video è invece dedicato al restauro che ha permesso alle statuine di tornare al loro antico splendore. Il museo del presepe è aperto dal mercoledì a domenica dalle 16 alle 19. 

Villa Grock:
Storico edificio in stile liberty costruito tra il 1927 e il 1933, in cui visse l’artista svizzero Adrien Wettach, il famoso clown Grock. Come spesso succede, il rapporto tra il famoso clown svizzero ed Imperia - iniziato verso il 1920 e terminato circa quarant'anni dopo con la sua morte - fu puramente casuale: transitò per la città durante una visita ai suoceri che si trovavano in vacanza da quelle parti, vi ritornò più volte, ed infine acquistò una casa con terreno per trascorrervi le vacanze.
Dopo anni di abbandono finalmente le Amministrazioni Provinciale e Comunale sono riuscite ad acquistare la villa e a garantirne il completo restauro. Il futuro di questo storico edificio non potrà essere che diventare la sede de il “Museo del clown”, un luogo dove il visitatore sarà catapultato in un contesto di una clownerie divertente e coinvolgente.

Palazzina Liberty:
Progettata dall’architetto Alfredo Campanini nel 1913, presso Borgo Marina, la Palazzina Liberty rappresenta una pregevole esempio di gusto liberty e art nouveau. L’interno è un unico spazio suddiviso da due arcate, finemente affrescato con soggetti di ispirazione naturalistica.
L’accurato restauro, interno ed esterno, sotto la direzione dell’Università degli Studi di Genova, ha permesso all’edificio di tornare al suo antico splendore e ora ospita mostre ed eventi temporanei, principalmente dedicati al mare.

Biblioteca Civica Leonardo Lagorio:
La nuova biblioteca di Imperia ha trovato la sua nuova sede nell’ex Palazzo di Giustizia, affacciato sulla piazza dedicata a Edmondo de Amicis. Al piano terra della Biblioteca è stata predisposta la ricollocazione e destinazione a spazio museale dello studio e della biblioteca privata dello scrittore Edmondo De Amicis, che nacque proprio nella piazza che prende il suo nome, nel palazzo attualmente sede della Guardia di Finanza. La ricostruzione ricrea “l'officina” di lavoro del grande scrittore con tutti gli elementi di arredo originali, la scrivania, con poltrone e sedute, le librerie in stile inglese in legno pregiato (mogano), le finestre dotate di chiambrane in vetri cattedrali legati in stagno, ritratti e sculture, ma soprattutto la sua biblioteca , in tutto oltre 3000 volumi, tra i quali si segnala la presenza di pubblicazioni del libro “Cuore” in svariate traduzioni di tutto il mondo. L'area consta di tre distinti locali delle dimensioni complessive di circa mq 65, aperti al pubblico sia per visite in apposito orario che per consultazione volumi deamicisiani su appuntamento.

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